E' sempre con molto piacere che dedichiamo una delle nostre puntate speciali ad una rassegna altrettanto speciale che ha luogo in un paesino speciale. Guidato dal motto "quando il luogo determina la musica", SEXTO 'NPLUGGED dal 2006 propone gli artisti più adatti alla cornice in cui si esibiranno: il complesso abbaziale di Sesto al Reghena (PN) è un contenitore, una cornice, un teatro a cielo aperto che ne arriva anche a 'plasmare' le performance.
La 14ma edizione presenta quattro date (2-8-9-22 luglio) che vedrà protagonisti Billy Corgan, Sharon Van Ettten, Michael Kiwanuka e il pogetto solista di Elena Tonra (Daughter) Ex:Re.
Ne parleremo come sempre con Daniele Terzariol, organizzatore dell'evento.
Con Amyl and The Sniffers, Big Thief, Boddika, Erykah Badu, Guided By Voices, Hop Along, Jorge Ben Jor, Joy Orbison, Kate Tempest, Lena d'Água e Primeira Dama, Low, Lucy Dacus, Modeselektor, Mykki Blanco, Neneh Cherry, O Terno, Rosalìa, Snail Mail, Tirzah, Tomberlin, Viagra Boys & Yves Tumor.
Come da calendario arriva la stagione dei festival e ad aprire le danze è sempre la doppietta del Primavera Sound. E come da tradizione, concentriamo le nostre limitate energie sull'edizione più 'umana' per dimensione e costi, e cioè sulla manifestazione che ha luogo a Porto il weekend successivo a quella mastodontica di Barcellona. Il 6-7-8 giugno nel Parque da Cidade si svolgerà per l'ottavo anno il NOS Primavera Sound Festival, dove NOS è il fondamentale sponsor dell'evento. La scorsa settimana abbiamo illustrato ed ascoltato gli artisti della prima giornata di giovedì 6 quindi - a occhio - stavolta parliamo della seconda giornata di venerdì 7 :)
Con Nubya Garcia, Men I Trust, Jambinai, ProJjam, Surma, Lisabö, Aldous Harding, Helena Hauff, JPEGMAFIA, Fucked Up, Sons of Kemet, David August, SOPHIE, Liz Phair, Kali Uchis, Mura Masa, Courtney Barnett, James Blake, Interpol e...J Balvin (wtf?!)
MIGHTY FM ascolta e illustra l'ottava edizione del NOS Primavera Sound Festival 2019. La versione ridotta e corretta dell'evento di Barcellona ha luogo come da tradizione il weekend successivo del Primavera Sound catalano e cioè il 6-7-8 giugno prossimi. Una manifestazione musicale che nel tempo è cresciuta arrivando quest'anno a 70 'acts' e che presenta delle differenze di line-up rispetto a Barcellona, sia per la prevedibile presenza di artisti locali che - nel caso della prima giornata - per quella di nomi internazionalmente noti come Let's Eat Grandma, MorMor e Tomm¥ €a$h. Insieme a loro e agli headliner Solange e Stereolab ascolteremo Dino D'Santiago, Roza Terenzi, Mai Kino, Miya Folick, Nilüfer Yanya (yay!), Christina Rosenvinge, Ama Lou, Built to Spill, Yaeji, Peggy GOU, Danny Brown & Jarvis Cocker.
MIGHTY FM torna con una nuova puntata e lo fa con un disco che ci sta graziando le orecchie ormai da un paio di settimane: il quarto album di Natalie Mering alias WEYES BLOOD, "Titanic Rising". Cantautrice precoce e prolifica, Natalie nasce in una famiglia di musicisti cristiani da cui prende l'arte e rigetta la fede scappando adolescente a Portland per suonare in oscure band noise sperimentali. Prende lo pseudonimo Wise Blood-Weyes Bluhd-Weyes Blood da un romanzo di Flannery O'Connor e oggi, dopo 15 anni di songwriting e un acclamatissimo album - "Front Row Seat to Earth" del 2016 - ci regala un lavoro che dalle prime note si rivela un classico senza tempo. Pop orchestrale, ornato, barocco, soprattutto appassionato e sentimentale senza alcuna paura di essere 'troppo': troppo datato, troppo emotivo, troppo troppo. Un disco che sfiora la perfezione, definito da Mering stessa l'incontro tra Bob Seger e Enya o tra The Kinks e la Seconda Guerra Mondiale...e ispirato proprio dal kolossal di James Cameron: un punto fermo dell'infanzia trasceso dallo sguardo adulto di oggi.
Con Raw Thrills, Mac DeMarco, John Lennon, Sharon Van Etten, The Lemon Twigs, Foxygen, Rufus Wainwright, Drugdealer, Chris Cohen, Perfume Genius, Ariel Pink & The Beach Boys.
MIGHTY FM si dedica con entusiasmo ad un'artista il cui debutto sulla lunga distanza - come si dice - attendevamo con grande trepidazione. Lei è NILÜFER YANYA e il disco, uscito il 22 marzo, è "Miss Universe". E' lei la voce narrante di cinque 'intermissions' che presenta la 'mission' di WWAY HEALTH™, un'azienda che prende in mano la tua vita per migliorare la tua salute e a cui, ovviamente, concediamo ogni dato e autorizzazione. Una riflessione su situazioni stranianti a cui siamo assuefatt* nell'era dei social media e della "self-improvement culture" con le sue mille applicazioni per ogni esigenza (reale o indotta), dal tenere nota dell'andamento del ciclo mestruale alla meditazione. E poi ci sono le canzoni - dodici - vivaci, sghembe, ricche e diverse, a denotare non una mancanza di identità bensì un 'rispetto' della strada che ogni canzone prende.
Per questo il disco vede tanti collaboratori, dall'insegnante di chitarra Dave Okumu (The Invisible) ai suoi compagni di scuola e di band fino al superproduttore John Congleton: tutti a servizio del risultato migliore raggiungibile da ogni pezzo.
Un songwriting camaleontico per un talento in continua espansione, Nilüfer Yanya (lei stessa un bel mistone :)) è un nome che speriamo ci accompagni per molti dischi ancora.
Con Pixies, Jazzi Bobbi, The Libertines, Lucy Lu, The Strokes, Wilma Archer, MorMor, Tirzah, Mitski, Westerman, The Invisible e...Blink-182.
Foto Molly Daniel
MIGHTY FM si sposta a nord per parlare di uno dei molti grandi musicisti della terra di Scozia: Steve Mason. Fondatore della Beta Band alla fine degli anni '90, contemporaneamente e dopo quell'esperienza continua a fare musica come King Biscuit Time e Black Affairs fino ad abbandonare ogni pseudonimo firmando col suo nome quattro album. Una carriera ventennale durante la quale Steve Mason ha raccontato vulnerabilità, depressione ("Boys Outside"), espresso critiche di stampo no-global alla società ("Monkey Minds in the Devil's Time") e l'essenza e bellezza dell'essere umano e della sua connessione con l'universo natural ("Meet the Humans"). L'ultimo lavoro, "About the Light", uscito a gennaio e prodotto da Stephen Street, è ancora una collezione di canzoni personali e politiche, dove il racconto sempre autobiografico di dolori passati e serenità raggiunta - paternità, matrimonio - si affianca ancora critiche della realtà sociopolitica. La novità? Un musicista solitamente 'solitario' che a partire dallo studio di registrazione si attornia di una band, di cori femminili e fiati per dare più corpo ai suoi pezzi, tra psichedelia. Northern Soul e Brit...ehm, Scot rock al suo meglio. In generale e in particolare.
Con Django Django, The Beta Band, Primal Scream, Gorillaz, Super Furry Animals. Black Affair, Elbow, Hot Chip e King Biscuit Time.
Foto Rachel Lipsitz per Clash Magazine.